La Struttura di una Storia: L’Inizio

Ha inizio qui la nostra analisi della struttura classica di una storia, ispirata da Il Viaggio dell’Eroe di Christopher Vogler.

Breve premessa: la struttura non va presa come un modello da seguire alla lettera, ma come una base di partenza per la tua storia. Nel tuo romanzo potrai saltare alcuni passaggi, alterarne l’ordine o persino aggiungerne di nuovi. La scelta spetta a te.


Dopo un riassunto generale, è il momento di scendere nel dettaglio della struttura. Come già discusso, il primo dei tre atti che la compongono è chiamato Introduzione, poiché presenta i personaggi e l’ambientazione e introduce allo sviluppo della storia. Esso può essere suddiviso a sua volta in quattro fasi:

  • L’Inizio
  • La Svolta
  • L’Indecisione
  • La Guida

In questo articolo mi soffermerò sulla prima fase: l’Inizio. L’Inizio rappresenta il punto di partenza della storia, il momento in cui conosciamo il protagonista e il mondo che lo circonda. L’avventura non è ancora iniziata e tutto procede nella sua normalità. Sappiamo già che le cose cambieranno, ma per il momento siamo immersi in una realtà familiare ai personaggi.

Lo scopo di questa fase non è soltanto quello di presentare il protagonista e l’ambientazione iniziale della storia; serve anche a mostrare il passato, i difetti e i problemi del suddetto personaggio e a evidenziare il contrasto fra la realtà familiare e quella che dovrà affrontare nelle fasi successive.

La storia del protagonista di un romanzo ha inizio ben prima della trama del romanzo stesso. Egli ha un passato, ha vissuto delle esperienze e acquisito delle conoscenze, commesso errori che lo hanno segnato e intrapreso avventure che hanno contribuito a formarlo. Anche se il romanzo inizia con la nascita del protagonista, qualcuno dovrà averlo generato. Egli, inoltre, sarà immerso in una cultura specifica, farà parte di una determinata classe sociale e riceverà un certo tipo di educazione; tutto ciò plasmerà il suo pensiero e influenzerà le sue scelte.

Come ogni individuo, il protagonista non è perfetto. I suoi difetti potranno essere caratteriali: è avido, egoista, codardo, violento; fisici: è privo di una gamba, del braccio, non può camminare o ha perso la memoria; emotivi: ha perso l’uomo o la donna che ama, un familiare, un amico. Spesso i difetti si combinano fra loro: la perdita del fratello spinge il protagonista alla violenza, o il carattere egoista ha provocato la fine della sua relazione.

Attenzione, però: bisogna sempre tenere in considerazione le regole dello show, don’t tell. Ciò significa che l’esposizione del passato e dei difetti del protagonista dovrà avvenire in maniera graduale, poco alla volta e nel modo più naturale possibile.

Poiché la nostra vita non è statica e le storie si basano sul cambiamento, anche il protagonista dovrà esserne coinvolto; così, due degli elementi portanti della storia saranno proprio la risoluzione del difetto e la spinta del protagonista verso la perfezione. A cambiare non sarà soltanto lui, ma anche l’ambientazione. Tale mutamento potrà essere reale, con il protagonista che si sposta in un’altra città, regione, o pianeta, oppure psicologico, poiché si ritroverà immerso in una società diversa da quella a cui è abituato, o scoprirà dei lati inaspettati nelle persone a lui familiari. Di ciò parlerò in modo più approfondito nelle fasi successive.

Nel prossimo articolo analizzerò la seconda fase, la Svolta.


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